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Gli eventi a Siena e dintorni

 

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    Siena

    SIENA AWARDS
    In oltre 80 esercizi commerciali saranno esposte le immagini della mostra “Imagine All The People Sharing All the World” 2020 chiusa prematuramente a causa del lockdown
    OPEN: il Siena Awards apre le porte al mondo con una mostra diffusa in negozi e botteghe della Y storica del centro di Siena
    SIENA – “OPEN – Apriamo la porta al mondo”. E’ questo il titolo della mostra diffusa che dal 23 ottobre al 5 dicembre accompagnerà il Siena Awards 2021 con il coinvolgimento di oltre 100 botteghe e negozi della Y storica del centro senese (via Banchi di Sopra, via Banchi di Sotto e via di Città). Saranno loro, infatti, ad accogliere nelle vetrine e negli spazi interni le immagini della mostra “Imagine All The People Sharing All the World” allestita in occasione del Siena Awards 2020 e chiusa prematuramente lo scorso anno a causa del lockdown. La mostra diffusa ‘OPEN’ è promossa e organizzata dal Comune di Siena nell’ambito del Siena Awards 2021.
    “Siena Awards – spiega Luigi De Mossi, sindaco di Siena – si conferma una manifestazione di livello internazionale, che pone la nostra città come riferimento mondiale del settore della fotografia. La presenza di artisti di così alto livello qualifica Siena e, allo stesso tempo, rende omaggio alla città. Lo scorso anno abbiamo sottolineato come, nonostante la pandemia, l’immaginazione non si sia fermata. Quest’anno, anche grazie all’evento diffuso che ci vede protagonisti, vogliamo ancora di più radicare la bellezza: un’occasione per unire a un’iniziativa di carattere culturale di respiro internazionale il nome di Siena, città di straordinaria ispirazione per la ricerca fotografica. Le precedenti edizioni della rassegna hanno riscosso un notevole successo di pubblico e di critica e, oltre a contribuire alla diffusione di una cultura delle immagini orientata verso valori etici e formali, Siena Awards è strumento di attrattività turistica in questo periodo dell’anno”.
    “La mostra “Imagine All The People Sharing All the World” del 2020 – aggiunge Luca Venturi, fondatore e art director del Siena Awards – ha dovuto chiudere le porte a causa del Covid, proprio come è accaduto a molti dei negozi che ospiteranno le immagini fotografiche. Con la mostra diffusa ‘OPEN’, resa possibile dal concreto supporto del Comune di Siena che ha preso in carico l’iniziativa, ripartiremo da dove eravamo rimasti lo scorso anno e trasformeremo le location diffuse dei negozi in spazi originali per raccontare le tante culture e anime della fotografia internazionale che contraddistinguono, da sempre, il nostro festival delle arti visive. Questa esposizione, infatti, vuole essere una vera e propria riapertura condivisa con chi unisce le forze per darsi coraggio e guardare al futuro con fiducia, entusiasmo e ottimismo. Il ‘mondo dell’immaginazione’ che anima da sempre il Siena Awards serve anche a questo: a immaginare di non essere mai soli. Con questo spirito la mostra OPEN, che richiama la scritta sulla porta dei negozi di tutto il mondo quando sono aperti, sarà una sorta di riavvolgimento del nastro”.
    Il Siena Awards animerà Siena e dintorni dal 23 ottobre al 5 dicembre con un ricco programma di mostre, workshop, photo tour, seminari, conferenze, proiezioni e visite guidate alla scoperta del territorio. L’ospite d’eccezione, per la prima volta in Italia, sarà il fotoreporter americano Steve Winter con “Big Cats”, la più grande retrospettiva mai realizzata su di lui. Il festival delle arti visive, inoltre, darà spazio alle opere di tanti altri grandi obiettivi internazionali: da Brent Stirton, icona del fotogiornalismo con una mostra monografica allestita nel Centro culturale “La Tinaia” di Sovicille, alle mostre collettive che riuniranno scatti e video straordinari in arrivo da tutto il mondo, premiati nei tre concorsi promossi dal Siena Awards (“Siena International Photo Awards”, “Creative Photo Awards” e “Drone Photo Awards”).
    Le mostre del Siena Awards 2021. La retrospettiva dedicata a Steve Winter, “Big Cats”, sarà ospitata nel Museo di Storia Naturale di Siena e raccoglierà immagini potenti e commoventi che il fotografo americano ha realizzato nel corso della sua carriera di fotogiornalista conservazionista per il National Geographic puntando a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della conservazione della specie dei grandi felini. Le spettacolari immagini di leopardi delle nevi, tigri, puma e giaguari accompagneranno i visitatori alla scoperta di alcuni dei gatti selvatici più sfuggenti al mondo fotografati da Steve Winter nel loro habitat naturale: dalle montagne dell’Himalaya alle giungle e praterie dell’India, dalle Montagne Rocciose dell’America occidentale alla California, fino ai fiumi amazzonici del Sud America. A unire ogni scatto sarà l’obiettivo eccezionale di Steve Winter, capace di evidenziare la bellezza di questi felini e di informarci sulle minacce che ogni giorno affrontano nel condividere il loro habitat con l’uomo.
    La mostra monografica di Brent Stirton animerà, invece, il Centro culturale “La Tinaia” di Sovicille. Brent Stirton, icona sudafricana del fotogiornalismo pluripremiato per i suoi reportage pubblicati su grandi testate internazionali e premiato come “Migliore autore” all’edizione 2020 del SIPA, Siena International Photo Awards, accenderà i riflettori, attraverso i suoi scatti, sulle barbarie inflitte dai bracconieri nei confronti degli animali in Paesi come Africa, Asia e Sud America. Le immagini esposte a Sovicille, in particolare, saranno dedicate ai traffici dei corni dei rinoceronti, alla misteriosa strage di quattro gorilla nel Parco Nazionale di Virunga e agli insegnamenti rivolti ai rangers per nascondersi e sopravvivere ai gruppi paramilitari e bracconieri in Congo.
    Gli spazi dell’ex distilleria dello Stellino, alle porte di Siena, ospiteranno ancora una volta gli scatti vincitori delle dodici categorie del Siena International Photo Awards, SIPA, con la mostra “Imagine all the People Sharing all the World”. L’esposizione vedrà protagoniste vere e proprie opere d’arte, con foto e video nati dall’immaginazione e dall’arte visiva di Premi Pulitzer, pluripremiati vincitori del World Press Photo, fotografi di National Geographic e altri grandi nomi della fotografia internazionale.
    Si intitola, invece, “I wonder if you can”, la mostra che raccoglierà gli scatti vincitori delle 19 categorie del Creative Photo Awards, concorso internazionale del Siena Awards dedicato alla fotografia artistica e creativa e aperto a fotografi contemporanei che sovvertono le aspettative dello spettatore con un approccio innovativo rispetto alla fotografia tradizionale. L’esposizione sarà allestita in Piazza Matteotti, Piazza Madre Teresa di Calcutta, Via Pianigiani e La Lizza. Nove, invece, le categorie del Drone Photo Awards, i cui vincitori saranno protagonisti della mostra “Above us only sky” allestita nel Chiostro Basilica di San Domenico per la quarta edizione dell’unica mostra collettiva realizzata in Italia sulla fotografia aerea. Il ricco programma del Siena Awards sarà completato dalla mostra “Look beyond”, allestita nell’Area Verde Camollia 85 con le opere di Peyman Naderi, fotografo d’arte e ritrattista iraniano specializzato nella manipolazione di luci, ombre e colori per un nuovo genere di Dark Portrait Photography.
    Info e social Siena Awards. Il sipario del Siena Awards 2021 si alzerà sabato 23 ottobre con l’inaugurazione delle mostre del Festival che saranno, poi, aperte fino al 5 dicembre con i seguenti orari: il venerdì, dalle ore 15 alle 19, e il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 19. Il festival Siena Awards è promosso dall’associazione culturale Art Photo Travel in coorganizzazione con il Comune di Siena, con il patrocinio di Ministero degli Esteri, Ministero della Cultura, Università degli Studi di Siena, Regione Toscana e Camera di Commercio di Siena e Arezzo. I Main Partner dell’evento sono Banca Mediolanum, Etruria Retail, Carrefour Market, Lumix, Siena Ambiente e la catena di negozi specializzati foto/video “Il Fotoamatore”. Il partner tecnico è Rete Ivo, Internet Veloce Ovunque. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.festival.sienawards.com e seguire i canali social su Facebook, sienawards; Instagram, @sienawards; Twitter, Siena Awards e YouTube Siena Awards.

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    Siena Santa Maria della Scala


    CARLO VIGNI L’INDUSTRIA DELLA POLVERE

    30 ottobre 2021 – 31 gennaio 2022
    Santa Maria della Scala
    Piazza del Duomo – Siena
    Sabato 30 ottobre, presso il Santa Maria della Scala, aprirà al pubblico Carlo Vigni – L’Industria della polvere, un’esposizione fotografica temporanea che attraverso una selezione di scatti farà entrare il visitatore all’interno di una delle architetture industriali più discusse dello scorso secolo. Conosciuta tradizionalmente come ‘La Torre dei pomodori’ di Isola d’Arbia, l’ex impianto Idit ( Industria di Disidratazione Isola Tressa) rappresenta a tutti gli effetti un esempio di archeologia industriale, ma se questa definizione non trova ostacoli burocratici ed estetici in altre realtà italiane, per ‘l’ecomostro della Val d’Arbia’ i riconoscimenti sono contrastanti. Alle porte della Val d’Orcia, Patrimonio Unesco dell’Umanità e inserito all’interno di un paesaggio simbolo della Toscana nel mondo, il silos di ferro, vetro e cemento, alto più di settanta metri svetta al centro della Via Francigena e si lascia osservare da qualsiasi punto panoramico a sud di Siena. Rappresentazione di un grande sogno di ripresa economica, la Torre Idit, ad oggi fa parte dell’immaginario collettivo di un’Italia in ripresa, pronta a investire e con una lungimiranza tale da sfidare, sacrificando la più radicata e secolare cultura contadina della campagna senese, anche coloro che non vedevano di buon occhio uno sviluppo industriale in un territorio così lontano dalla grande imprenditoria del nord Italia. La costruzione iniziò nel 1959 e, in tempi record per l’epoca, fu inaugurata nel 1961. Solamente due furono gli anni di vera e propria attività nei quali la Idit produsse polveri di frutta e ortaggi attraverso un processo di disidratazione a 33°, ma per un probabile difetto di progettazione divenne da subito impossibile sostenere economicamente la produzione che cessò definitivamente nel 1966.
    Dopo cinquantacinque anni, se da un lato la struttura industriale fa ormai parte del patrimonio paesaggistico della Toscana del sud, dall’altro rimangono perplessità sulla necessità di una conservazione e manutenzione di uno scheletro architettonico sempre meno stabile e sicuro. Da anni abbandonata e in stato di degrado, infatti, l’ex Idit mantiene intatta la parte in cemento, quella che svetta come una torre tra le colline senesi, ma sta letteralmente collassando in tutte le altre parti che ne costituivano il vero e proprio ambiente ‘vitale’, quello dove le persone hanno lavorato e avrebbero dovuto lavorare per molti anni secondo le aspettative del tempo. Appartenente ad una società privata, al momento, non esistono progetti di ristrutturazione e valorizzazione, ma neppure di demolizione e ripristino della zona ed è per questo che le opere fotografiche di Carlo Vigni, esposte fino al 31 gennaio al Santa Maria della Scala, possono essere un modo per riaprire un dibattito intorno a quella ‘Torre dei pomodori’ che, nel bene e nel male, fa ormai comunque parte del patrimonio visivo di ogni abitante della provincia sud di Siena e di milioni di visitatori che ogni anno attraversano la Via Francigena.
    “Mi ha sempre colpito la dimensione simbolica di questa torre di oltre settanta metri che come un campanile laico, devoto al culto della produzione e del progresso, ho sempre visto fin da bambino. – dice il fotografo Carlo Vigni – Un simbolo però che, mi è apparso chiaro, nulla ha dell’operosità contadina della gente della val d’Arbia, ma di uno sfortunato e paradossale accidente capitato in pieno boom economico. La mia quindi non è stata una ricerca di tracce di lavoro, di faticose vicende umane, ma di verifica di un’idea: se a distanza di mezzo secolo la polvere che si annunciava al telegiornale di voler produrre all’interno di questa scenografia fantastica effettivamente c’era”.
    La mostra, a cura di Carlo Nepi e Francesca Sani, con il coordinamento progettuale di Jacopo Armini e i testi di Giovanna Calvenzi, verrà allestita dallo stesso Arch. Nepi all’interno del Refettorio e della Sala San Galgano, al quarto livello del Santa Maria della Scala.
    “Quel che resta dell’ex stabilimento IDIT – Industria di Disidratazione Isola Tressa – collocato lungo la Cassia e la linea ferroviaria Siena – Grosseto, al centro della Val d’Arbia, continua ad essere invariabilmente segnalato ai primi posti nella lista degli ecomostri nazionali stilata dalle varie associazioni ecologiste e paesaggistiche –  afferma il curatore Carlo Nepi – L’impianto era destinato alla liofilizzazione dei prodotti agricoli, principalmente pomodori e frutta, secondo un trattamen­to industriale di brevetto tedesco che, attraverso un processo di disidratazione trasformava il frutto naturale in prodotto secco da conservare in scatola. La trasformazione del prodotto avveniva attraverso un processo di deumidificazione e riscaldamento dell’aria e con la caduta del prodotto all’interno del vuoto di un silos alto oltre settanta metri. Forse – continua Nepi – nell’anno 1960, velata dietro il più tipico cerimoniale dell’Italia democristiana – il taglio del nastro con Arcivescovo, Ministro, Telegiornale Nazionale – la ferita inferta al paesaggio non era sembrata la peggiore delle conseguenze; quel che contava era la prospettiva dello sviluppo, il miglioramento delle condizioni economiche, le possibilità di una nuova occu­pazione.
    L’impianto rimase in funzione per pochissimo tempo; nel 1966 la Società era già fallita senza che la produzione fosse prati­camente mai entrata a regime. Il simbolo di questo disastro è soprattutto quella torre, inizialmente coperta di vetro e poi, piano piano, proseguendo nell’inevitabile degrado, spogliata di ogni rivestimento e di tutte le parti fragili e deperibili, fino alla essenzialità della sola struttura, del nudo scheletro di cemento e ferro”.
    Giovanna Calvenzi , critica e photoeditor, già direttore artistico dei Rencontres de la Photographie ad Arles e delegato artistico del Mois de la Photo a Parigi e che ha seguito il lavoro di Vigni recensendolo anche all’interno del catalogo mostra, dichiara: “Carlo Vigni registra il disfacimento degli interni, l’accumularsi dei detriti, l’infiltrarsi degli alberi, l’infittirsi delle presenze vegetali. Per il suo lavoro di testimonianza e di indagine sceglie una distanza equa e un linguaggio documentario che ind­aga e registra in modo fedele. Sente, forse, l’influenza dello sguardo della Neue Sachlichkheit, di quella “nuova oggettività” che dopo la Prima guerra mondiale aveva tributato una sorta di ammirata attenzione alle macchine, al lavoro, ai luoghi dell’industria. Guarda quasi con affetto questa incongrua presenza sul territorio senese, ne rispetta le linee e i volumi, fa dialogare gli interni con il paesaggio che circonda le persistenze industriali”.

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    Siena

    SCIENZA+ARTE

    Il progetto di divulgazione scientifica di TLS con il Liceo Artistico ‘Duccio di Buoninsegna” di Siena in mostra al Rettorato di UniSiena
    Scienza+Arte: a novembre il percorso espositivo a fumetti dedicato al MAD Lab di TLS
    I giovani artisti hanno raccontato l’attività di ricerca del team guidato dal Professor Rino Rappuoli
    Siena, 27 ottobre 2021 ­– La ricerca scientifica di TLS si mette in mostra. Per tutto il mese di novembre il Cortile del Rettorato dell’Università di Siena sarà il palcoscenico naturale del percorso espositivo “Scienza+Arte”. Dai laboratori di TLS ai banchi di scuola, il racconto a fumetti degli studenti del Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena. Il progetto di divulgazione scientifica, nato dalla collaborazione tra la Fondazione TLS, il liceo artistico senese e Federchimica Assobiotec con il patrocinio diUniversità di Siena, Regione Toscana e Comune di Siena, ha lo scopo di far incontrare la scienza e l’arte del fumetto, per raccontare, attraverso la creatività degli studenti dell’istituto superiore, l’attività di ricerca del Monoclonal Antibody Discovery (MAD) Lab, laboratorio della Fondazione TLS che ha lavorato, fin dall’inizio della pandemia, all’individuazione di anticorpi monoclonali umani come terapia in risposta all’infezione da coronavirus SARS-CoV-2.
    Il percorso espositivo: fumetti, foto e pillole di scienza. Dal 2 al 30 novembre, all’interno del Cortile del Rettorato dell’Università di Siena, dal lunedì al venerdì con orario 8 – 19.30, ingresso gratuito, sarà possibile visitare l’esposizione delle 4 tavole scelte fra quelle realizzate da circa 20 studenti delle classi III B e IV B dell’anno accademico 2020/2021, che raccontano l’attività di ricerca che ha impegnato il MAD LAB di TLS nell’individuazione di una terapia contro il Coronavirus SARS–CoV-2. Per l’occasione gli studenti senesi, sotto la guida dei docenti Federica Fusi, Alice Leonini, Giovanni Pala, Eleonora Spinosa e Anna Taddeo, si sono cimentati sia nella scrittura della sceneggiatura che nella realizzazione grafica dei fumetti, con tecniche digitali e ad acquerelli. Il progetto creativo ha portato alla luce due storie intitolate ‘La staffetta’ e ‘La chiamata’, rispettivamente dedicate ai bambini e ai ragazzi. All’interno del breve percorso espositivo le quattro tavole realizzate dagli studenti Sofia Andolfi, Edoardo Di Prisco, Eleonora Ciacci e Federico Carpini si alterneranno ai volti dei ricercatori di TLS, agli scatti dei ragazzi a lavoro negli spazi di TLS e al racconto delle pillole di scienza, dedicate alla spiegazione dei principali termini in uso nel campo della ricerca scientifica, in particolare quella su anticorpi monoclonali. Il progetto è, inoltre, disponibile online sul sito della Fondazione e, grazie al QR-code, presente anche nei pannelli in disposizione, sarà possibile scaricare il leaflet “Scienza+Arte” e consultarlo anche da mobile.

    “È stato un percorso ricco di spunti – spiega Letizia Sensini, responsabile relazioni esterne e istituzionali TLS – Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, gli studenti del Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna”, durante questi mesi, si sono impegnati per comprendere a pieno l’attività dei nostri ricercatori. L’incontro tra arte e scienza ha scuramente rappresentato il connubio perfetto per avvicinare i giovani all’importanza di una corretta informazione che passa anche attraverso l’uso di linguaggi originali, come il fumetto. Oltre all’esposizione organizzeremo anche delle visite dedicate agli studenti del territorio che potranno scoprire i fumetti e approfondire le varie fasi del progetto di ricerca della Fondazione Toscana Life Sciences, incontrando direttamente i nostri ricercatori e sperimentando esperienze multimediali di realtà aumentata grazie ai colleghi dell’ITS Vita”.
    “Il Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna ha una lunga tradizione di collaborazione con istituzioni, enti e associazioni del territorio –commenta Giovanni Pala, docente di discipline pittoriche del Liceo Artistico – Questo nuovo progetto ci ha permesso di esplorare un ambito nuovo, come il mondo della ricerca scientifica e di rappresentarlo attraverso il fumetto, una delle modalità espressive più vicine ai ragazzi di oggi. Gli stessi ragazzi ne hanno curato anche la sceneggiatura, parte integrante del progetto editoriale. Le classi III e IV B indirizzo Arti Figurative Bidimensionali hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il lavoro dei giovani ricercatori e di scoprire un mondo all’apparenza distante da loro, ma in grado di stimolare la loro creatività”.
    ‘Scienza+Arte. Dai laboratori di TLS ai banchi di scuola, il racconto a fumetti degli studenti del Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena” è un progetto di divulgazione scientifica nato dalla collaborazione tra la Fondazione Toscana Life Sciences, il Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena e Federchimica Assobiotec, con il patrocinio di Università di Siena, Regione Toscana, Comune di Siena. Hanno partecipato le classi III B e IV B del Liceo, anno scolastico 2020/2021. Studenti III B: Sofia Andolfi; Giulia Buracchi; Viola Ceccherini; Eleonora Ciacci; Alessandro Maddau; Sophia Nogara; Irene Nucci; Gaia Maria Pezzino e Maria Diletta Trapani Andrei. Studenti IV B: Martina Bartolomei; Viola Cagni; Federico Carpini; Elisa Fanetti; Carolina Gelli; Edoardo Di Prisco; Pietro Iacoboni; Andrea Masci; Angela Pollai; Clara Stefano e Augusto Tamburini. Docenti: Federica Fusi; Alice Leonini; Giovanni Pala; Eleonora Spinosa e Anna Taddeo.

    La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e, in particolare, di sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale. Per raggiungere questi obiettivi, TLS ha creato il bioincubatore, dove mette a disposizione spazi, piattaforme tecnologiche e servizi e offre il proprio supporto in ambito industriale, scientifico e di business development. Nata su impulso dei principali soggetti istituzionali, come la Regione Toscana, del mondo universitario, clinico, industriale e con il contributo strategico e finanziario rilevante di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, TLS ha sede a Siena, nella storica area di “Torre Fiorentina”, dove Achille Sclavo fondò nel 1904 l’omonimo Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano.